MVP OF THE WEEK: MARIO CANNAS

Ogni squadra ha il suo capitano. Ruolo importante e di responsabilità, per l’interpretazione perfetta del quale servono qualità e attitudini che non tutti hanno. Però diventare capitano è relativamente facile: è obbligatorio che ce ne sia uno, quindi con un po’ di fortuna tutti potrebbero diventarlo. C’è però un altro tipo di Capitano, con la C maiuscola, che non tutti hanno: il Capitano della notte. Per diventarlo la condicio sine qua non è l’attitutidine alla leadership. Ma non basta: servono costanza di rendimento e continui aggiornamenti ai tempi che cambiano. L’impegno no, quello non serve. Essere Capitano della notte è un comportamento naturale di alcuni individui che hanno qualcosa in più. Il massimo esponente del Capitano della notte nel mondo è Mario Cannas, vero e autentico leader fuori dal campo e most valuable player di Cus CagliariAmsicora grazie a una prestazione maiuscola, nella quale ha fatto anche il portiere. Perfetto in difesa, in impostazione, in marcatura e nel concedere il rigore: otto in pagella. Otto, come il numero nella maglia del Capitano della notte.

Mario Cannas nasce a Cagliari il 14 Febbraio 1982 come risposta italiana a una domanda che ancora nessuno aveva avuto il coraggio di fare. Si intuisce subito che è un predestinato e le prime conferme in tal senso le da l’allora allenatore dell’Amsicora Fernando Ferrara che, dopo la Coppa Campioni a Praga, lo definisce “giocatore di livello internazionale”, titolo che a detta di tutti gli sta stretto: lui è un interplanetario, un galattico.

In campo verrà ricordato per le fughe incontrastate sulla fascia in corsetta blanda (nessuno osava avvicinarsi) e per essere l’unico giocatore in grado di dare l’effetto alla pallina da hockey. È sempre stato una chioccia per i compagni di squadra più giovani e inesperti. Al compagno di reparto 18enne regala un “coprimi, ho scarburato”, mentre, durante il forcing della sua squadra pericolosamente sbilanciata in avanti, chiede “Gimmy, te la senti da solo?” - con successiva fuga verso l’attacco - al 16enne Gaime Carta, lasciato unico difensore.

Ma non si diventa Capitano della notte in campo, bensì fuori. Passa un’intera estate - dal lunedì alla domenica, da fine giugno a fine settembre - in discoteca e a 16 anni è per tutti “Mario Umbria”, diminutivo di “Mario umbriaghera”. I pochi che non lo conoscono di persona possono comunque sentir parlare di lui grazie ai “W Mario” e “Mario Padrone” scritti dallo stesso Capitano della notte in varie parti della città.
I genitori non possono fare altro che accettare la magnificenza del figlio: la madre, vedendolo rincasare alle prime luci dall’alba sorretto dagli amici a causa delle evidenti incapacità deambulatorie dovute all’alcool, gli chiede “Mario, come ti sei ridotto?” ricevendo la risposta “Mà, affetta melanzane che sto salendo”.

Anche il suo percorso scolastico è costellato da perle e lampi di classe cristallina. Il Capitano della notte, alto circa 1.90 da quando ha dieci anni, durante la spiegazione era solito allungarsi verso file vicine e battere fortissimo le mani, facendo così in modo che gli insegnanti sgridasseroi i suoi innocenti compagni, i quali erano però troppo rispettosi e timorosi della figura del Capitano della notte per incolparlo. Tuttavia si diploma senza alcun affanno grazie a una tecnica infallibile: prendere la mano della professoressa e scriversi i sei nel registro.

Non è mai stato un uomo loquace, ma le poche affermazioni sono autentici regali alla storia e alle future generazioni.Durante una serata dall’alto tasso culturale, sentenzia “se lo dici, si aggrava. Se devi morire, muori!” e conseguente rottura della sedia e caduta. Involontaria, ma come detto l’impegno non c’entra nulla: è una dote naturale. Le sue tre esternazioni ricorrenti sono “segnaaa”, “pazzesco” e “sono rovinato”, esternazioni che ripete con una metodicità esemplare.

Autentico trascinatore durante le serate in discoteca, delle quali è ormai un veterano. Contributo essenziale anche durante il barbeque organizzato all’Amsicora (al quale si riferisce la foto) alla fine del quale sposta la macchina, parcheggiata troppo bene fino a quel momento, la mette in mezzo alla strada, poi scende e si accende la sigaretta con fare autoritario. Perché lui può fare quello che vuole da MVP, da Capitano della notte. Lui è Mario giocatore Cannas.

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